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Le bugie della Boccassini. Un riservato documento inedito lo conferma

Comunicato stampa - 21 febbraio 2020 - di Gioacchino Genchi

Ilda Boccassini “Non avevo alcuna fiducia in Gioacchino Genchi. Il suo apporto nelle indagini era stato praticamente nullo, era una persona pericolosa”. Queste quanto riferito da Ilda Boccassini, ex procuratore aggiunto di Milano, da poco in pensione, al processo sul depistaggio dell’inchiesta sulla strage di via D’Amelio. Gioacchino Genchi La p.m. Boccassini, però, non nutriva gli stessi sentimenti nei confronti del dottor Genchi nel 1992 e fino al 25 maggio 1993, quando dopo averlo incaricato di svolgere le indagini più riservate sulle stragi di Capaci e di Via D’Amelio, inveì…

“Boccassini era con chi depistò. Mi attacca solo per assolversi”

L’ex consulente tirato in ballo dall’ex pm: “Il pentito Scarantino fu accreditato grazie alla sua collaborazione con La Barbera”

il Fatto Quotidiano - 21 febbraio 2020 - di Giuseppe Lo Bianco

Gioacchino Genchi Avvocato Genchi, Ilda Boccassini nei suoi confronti va giù duro, la definisce una persona “pericolosa per le istituzioni perché aveva creato un archivio di dati pazzesco”. Secondo la pm milanese lei vedeva “complotti e depistaggi ovunque”. A parte il fatto, piuttosto ovvio, che dopo 27 anni le indagini le hanno dato ragione, il depistaggio di via D’Amelio è ormai un fatto acclarato, lei come replica? Piuttosto che infangare l’onorabilità di persone per bene, Ilda Boccassini farebbe bene a riflettere sul suo passato e chiedere scusa alle istituzioni per…

Scarantino e le indagini fatte male, i mille dubbi della Boccassini

L'ex procuratore aggiunto di Milano, da poco in pensione, chiamata a testimoniare al processo sul depistaggio di via D'Amelio che si sta celebrando a Caltanissetta. Scontro con l'ex consulente informatico Gioacchino Genchi: "Non mi fidavo di lui, era una persona pericolosa per le istituzioni". La replica: "Lei fuggì da Caltanissetta dopo aver accreditato Scarantino"

Repubblica - 20 febbraio 2020 - di Francesco Patanè

"Il sopralluogo a Capaci era stato fatto male", "su Scarantino ho avuto dubbi fin dall'inizio", "In via D'Amelio all'inizio lavorammo alla pista del telecomando azionato dal castello Utveggio" e ancora "arrivai a Caltanissetta e l'allora procuratore Tinebra mi disse: queste sono le carte, arrangiati". E' un fiume in piena Ilda Boccassini, ex procuratore aggiunto di Milano, da poco in pensione, chiamata a testimoniare al processo sul depistaggio di via D'Amelio che si sta celebrando a Caltanissetta in cui sono imputati tre poliziotti Mario Bo, Michele Ribaudo e Fabrizio Mattei, accusati…

Gioacchino Genchi partecipa alla trasmissione “I misteri d’Italia”

Byoblu - 10 febbraio 2020 - di Mariachiara Stella

Quanti misteri aleggiano ancora oggi intorno alla morte dei giudici Falcone e Borsellino? Quanto quella stagione stragista contribuì a modificare i rapporti di forza in Italia e a beneficio di chi? Perché il boss di Cosa Nostra Giuseppe Graviano decide solo ora di parlare puntando il dito contro Silvio Berlusconi? Esiste un filo sottile e invisibile che lega l’uccisione di Aldo Moro alle stragi del biennio 92-93? A tutte queste domande si è provato a rispondere nel TgTalk del blog Byoblu in compagnia di Stefania Craxi, Gioacchino Genchi, Aaron Pettinari…

Depistaggio via d’Amelio, dalla borsa di Borsellino alla collaborazione di Scarantino

Le deposizioni dei magistrati Cardella e Giordano

Antimafia Duemila - 1 dicembre 2019 - di Aaron Pettinari

Sei ore e cinquantatré minuti. Tanto è durata l'udienza di venerdì a Caltanissetta, nel processo contro i tre poliziotti Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, accusati di calunnia aggravata dall'aver favorito Cosa nostra, che ha visto le deposizioni dei magistrati Fausto Cardella e Francesco Paolo Giordano, che furono investiti nelle indagini sulle stragi del 1992. Entrambi erano già stati ascoltati su queste vicende nel processo Borsellino quater e sostanzialmente hanno ribadito quanto già avevano riferito al tempo ma, grazie alle domande dei pm Gabriele Paci e Stefano Luciani, delle parti civili e delle difese, è anche stato possibile approfondire…

Falcone-Borsellino, la scatola nera delle stragi è in un hangar della polizia

Il Sole 24 Ore - 19 luglio 2019 - di Nino Amadore

C'è una “scatola nera” delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio che finora non è stata analizzata compiutamente e che potrebbe dare un contributo importante per comprendere che cosa è accaduto in quei 57 giorni che separano la strage in cui morì Giovanni Falcone il 23 maggio da quella in cui invece venne fatto saltare in aria Paolo Borsellino il 19 luglio. Quella scatola nera è il “master delle intercettazioni e tutti gli atti del gruppo investigativo Falcone e Borsellino” a quel tempo guidato dal capo della Mobile di Palermo…

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