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Calunnia, “no all’archiviazione”: nuove indagini su Montante e Cicero

Live Sicilia - 14 ottobre 2020 - di Riccardo Lo Verso

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Caltanissetta ha rigettato la richiesta di archiviazione dell’inchiesta nei confronti di Antonello Montante e Alfonso Cicero. Il Gip Gigi Omar Modica ha ordinato al pubblico ministero di eseguire nuove indagini nei prossimi cinque mesi. I reati ipotizzati sono calunnia, diffamazione e accesso abusivo a sistema informatico.   L’ipotesi è che Montante e Cicero, quando ricoprivano rispettivamente la carica di presidente di Confindustria Sicilia e presidente dell’Istituto regionale per lo sviluppo delle attività produttive, avrebbero attuato un piano per screditare l’avvocato Salvatore…

Le mani di Buscemi sulle forniture sanitarie

Con il boss Guttadauro progettava di investire in un grande inceneritore nella zona di Carini. Il segretario di Ciancimino compariva già nel 1983 in un' inchiesta dei carabinieri sulla holding, Provenzano la lotta alla mafia. L'azienda Civico ha già revocato l'appalto per lo smaltimento delle scorie ospedaliere - Così l'ex burocrate si era inventato manager

Repubblica - 21 gennaio 2004 - di Salvo Palazzolo

Uno dei manager del gotha mafioso ha gestito la raccolta dei rifiuti ospedalieri per conto dell'azienda Civico, ha fornito per anni strumenti e apparecchiature a moltissimi nosocomi siciliani. E progettava nuovi affari con il boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro. Fino al giugno 2003, Francesco Buscemi era per tutti solo un alto funzionario della Provincia andato in pensione con un curriculum di rispetto, segretario di Vito Ciancimino e componente del comitato di gestione della Usl 58. Si era reinventato imprenditore della sanità: ad ogni contratto dispensava l'autocertificazione antimafia. Poi quando i…

Le linee bollenti di Siino tra mafia, affari e corse

Nuova inchiesta sul traffico telefonico delle 16 utenze del "ministro dei lavori pubblici" di Cosa nostra

Repubblica - 21 aprile 2000 - di Salvo Palazzolo

Il nuovo ciclone giudiziario viaggia lungo i cavi telefonici e le antenne dei cellulari. La Procura di Palermo ha deciso di giocare una carta che ritiene decisiva per molti processi su mafia, politica e appalti: il mega rapporto sui tabulati delle telefonate fatte da Angelo Siino, il ministro dei lavori pubblici di Cosa nostra, fra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta.   Ben 67.116 conversazioni che sono destinate a mettere molti in imbarazzo, altri sotto accusa. Erano sedici i telefoni che Angelo Siino utilizzava per gli…