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La causa di Gozi a chi lo intercettò: «Mi impedì di comandare nel Pd»

A distanza di 17 anni dal suo ultimo tesseramento con il Msi, il cesenate tentava la scalata ai democratici. L'ascesa fu però ostacolata dall'indagine Why not e per questo chiede 50.000 euro al consulente Gioacchino Genchi

La Verità - 24 agosto 2019 - di Adriano Scianca

«Dal 2000 al 2004 ho avuto il prestigio e l’onore di lavorare con Romano Prodi quando era presidente della Commissione europea». Sul suo sito personale, Sandro Gozi descrive così il suo battesimo del fuoco nel mondo della politica.   Appena dieci anni prima - ma questo sul sito non c’è scritto - lo avevamo lasciato al Fronte della gioventù di Cesena, come certificato da un documento ormai famoso e che l’esponente dem ha ritenuto essere stato compilato a sua insaputa. Appena 13 anni prima, stavolta in piena coscienza, posava sorridente accanto…

Smentito il Garante: l’archivio di Genchi era regolare

NEL 2009 I CARABINIERI GLI SEQUESTRARONO I DATI DELLE INCHIESTE POSEIDONE E WHY NOT: IERI IL TRIBUNALE DI PALERMO HA STABILITO CHE QUEL DATABASE ERA LEGITTIMO

il Fatto Quotidiano - 19 luglio 2019 - di Antonio Massari

Era il 2009. Silvio Berlusconi lo definì “il più grande scandalo della Repubblica”. Per Francesco Rutelli si trattò di una “questione molto rilevante per la nostra libertà e la nostra democrazia”. Alcuni giornali titolarono: “L’orecchio che ascoltava tutto il potere”. Sette anni dopo, nel 2016, il Garante della Privacy chiede la condanna al pagamento di 192 mila euro.   E invece ieri il Tribunale di Palermo – prima sezione civile – (con la Sentenza n. 3563 del 18-07-2019) ha stabilito che Gioacchino Genchi, per il suo archivio, non deve pagare neanche…

Vergognatevi, why not?

il Fatto Quotidiano - 23 ottobre 2015 - di Marco Travaglio

È passato così tanto tempo (otto anni) dall’inchiesta Why Not che è impossibile cogliere la portata dell’assoluzione di Luigi De Magistris e Gioacchino Genchi al termine di uno dei processi più assurdi e scandalosi della storia recente. Sono vent’anni che sentiamo parlare di “processi politici”, a proposito dei processi “ai politici” per reati comuni. Questo non riguardava politici, ma due servitori dello Stato, perseguitati proprio per averlo servito senza guardare in faccia a nessuno, come impone la Costituzione: un pm fucilato dal Csm (e poi entrato in politica) e un poliziotto cacciato dalla polizia,…

Processo Why Not, assolto de Magistris. Ora non rischia più di essere sospeso

Assolto anche Gioacchino Genchi, consulente dell'allora pm quando era in servizio presso la Procura di Catanzaro

Repubblica - 22 ottobre 2015 - di Dario Del Porto

Luigi de Magistris non dovrà più indossare i panni da "sindaco di strada". La Corte d'Appello di Roma lo ha assolto con la formula «perché il fatto non sussiste» dall'accusa di abuso d'ufficio nel processo sul caso Why Not. E il verdetto, emesso intorno ieri sera intorno alle 19.30 dopo un'ora di camera di consiglio, scioglie definitivamente il nodo legato all'applicazione della legge Severino. La sentenza infatti fa venir meno il presupposto per la sospensione prevista dalla normativa, dunque de Magistris potrà concludere il mandato senza interruzioni. I giudici di…

Why not: gup assolve Genchi, non ha calunniato consulente Pm

AGI - 27 settembre 2012 - di Redazione

ROMA - L'esperto informatico Gioacchino Genchi è stato assolto, perché il fatto non sussiste, dal gup del tribunale di Roma, Riccardo Amoroso, dall'accusa di aver calunniato il consulente della procura Massimo Bernaschi nell'ambito dell'inchiesta 'Why not'. La sentenza, sollecitata dal pm Francesco Dall'Olio, è giunta al termine del giudizio abbreviato condizionato all'acquisizione di documenti presentati dalla difesa di Genchi e all'audizione dello stesso Bernaschi che si è attribuito la paternità di una relazione sull'analisi di alcuni tabulati telefonici, riferito alle utenze di alcuni parlamentari, che gli investigatori pensavano provenisse dall'archivio…

Genchi non diffamò Saladino

Il Moralista - 15 luglio 2012 - di Francesco Maria Toscano

Ai tempi del processo “Why Not”, Antonio Saladino, uomo di punta della Compagnia delle Opere in Calabria, conobbe una probabilmente non richiesta notorietà. Individuato come elemento centrale di una inchiesta che non “s’aveva da fare”, Saladino finì sotto la luce abbagliante dei riflettori.   Memorabile la sua espressione di stupore immortalata dalle telecamere di Annozero durante una delle tante puntate dedicate al caso in oggetto. Tutta la stampa progressista, illuminista, disinteressata e garantista, ricorderete, fece a gara nel colpire un’inchiesta che toccava le sfere più alte del potere italiano.  …

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