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“Il trojan rivoluziona le indagini. Non può stare in mani private”

L'ex poliziotto e lo spyware che trasforma i telefonini in microspie audio-video: "Chi gestisce le operazioni ha un potere enorme"

il Fatto Quotidiano - 9 giugno 2019 - di Vincenzo Iurillo

L'ex superconsulente Gioacchino Genchi incarna tutte le competenze per analizzare a 360° vizi, virtù, potenzialità e i limiti e il trojan, "la rivoluzione delle investigazione", il virus che ha messo nei guai il pm di Roma Luca Palamara, lo spyware che trasforma lo smartphone in un microfono e può copiarne i dati e la memoria da remoto.   Genchi è stato poliziotto informatico, esperto nell'incrocio di dati telefonici, e ora è avvocato penalista in processi che si decidono sulla valutazione e sull'utilizzabilità delle intercettazioni.   Ha giocato all'attacco e ora…

“L’archivio Genchi”. Intervista con il protagonista nella trasmissione “Parliamo con l’elefante” di Giuliano Ferrara

Radio 24 - 27 gennaio 2009 - di Giuliano Ferrara

Gli strascichi del caso De Magistris si coagulano in questi giorni nello scandalo, a detta del premier Silvio Berlusconi, dell'archivio Genchi. Una raccolta di tabulati telefonici ad uso del consulente delle procure Gioacchino Genchi, che è stato intervistato da Giuliano Ferrara nella trasmissione "Parliamo con l'elefante" di Radio 24, con l'intervento di Pierluigi Batista, vice direttore del Corriere della Sera. Qui l'audio.

Gioacchino Genchi: Il buon intercettatore

Ha lavorato con il giudice Falcone e ne conosceva i segreti. Sa tutto di spie e Cosa Nostra. Vive in un bunker di Palermo e, ascoltando, sta ricostruendo il legami tra criminalità e potere

L'Europeo - 11 aprile 2007 - di Edoardo Montolli

Di seguito l'intervista rilasciata da Gioacchino Genchi alla rivista L'Europeo. Qui il testo in pdf.   Vive nel bunker sotterraneo di un palazzo confiscato alla mafia, nel centro di Palermo. Laggiù, giorno e notte, incrocia dati, elabora, scrive. Poi comunica il risultato ai magistrati, utilizzando mail e telefoni criptati. Per vederlo all’opera bisogna adattarsi alle sue richieste e usare webcam, pc e un programma di videoconferenza, Skype, unica finestra che concede al mondo esterno. Dice che è il solo modo per non farsi spiare. Quando la telecamera si accende sullo…

L’analisi del traffico telefonico

Tecniche investigative. Strumenti e metodi della Scientifica

Cronaca Vera - 7 marzo 2007 - di Redazione

I cellulari lasciano tracce nitide come impronte digitali, tanto che oggi quelle tracce sono state in grado di decidere diversi processi per omicidi, rapine e reati di vario genere. Si pensa che solo attraverso un telefono intercettato si possa incastrare un malvivente. Invece, soltanto studiandone i contatti è possibile ricavare sia il percorso fatto dal telefono, sia risalire a chi lo abbia usato, sia, infine, quali siano gli eventuali complici del reo. Ogni Gsm è infatti caratterizzato da una Imei (il numero seriale del telefonino, composto da 15 cifre e…

Cabine, schede e supertelefoni per sfuggire al Grande fratello

Citofonici e satellitari gli apparecchi più sicuri. L'esperto: "Sono aumentati i telefoni, per trovare un numero se ne cercano tanti"

Repubblica - 23 settembre 2006 - di Attilio Bolzoni

ROMA - Prima o poi faremo tutti la fine di Bernardo Provenzano e ci affideremo anche noi ai pizzini? O per parlare con mogli o amanti o amici e colleghi saremo costretti a chiamare con i più sosfisticati e inviolabili satellitari, quelli che probabilmente usa bin Laden sulle montagne tra il Pakistan e l'Afghanistan? Ritireremo fuori dal cassetto carta e penna o, al contrario, sarà la tecnologia a garantire in futuro la nostra riservatezza e la nostra serenità? Le spie hanno orecchie sempre più lunghe, qualcuno ci ascolta ovunque. Una…

Silenzio, qualcuno ci ascolta

Traffico internet, e-mail, telefonate: la nostra privacy è sempre più spesso violata. Ma c'è un modo di difendersi? Si, ce lo spiega il massimo esperto italiano in materia

Maxim - 2 agosto 2006 - di Edoardo Montolli

Di seguito l'intervista rilasciata da Gioacchino Genchi a Maxim. Qui il testo in pdf.   Siamo tutti schedati. Mentre impazza la bufera sulle intercettazioni telefoniche, pochi sanno che lo scorso dicembre il Parlamento Europeo ha modificato la direttiva 2002/58/CE sulle comunicazioni. Si chiama in gergo “data retenction” e obbliga i provider a conservare per 24 mesi (ma si spinge per portarlo a cinque anni) tutti i dati internet di ogni utente: i siti che ha visitato con tanto di data e ora e le mail (con tanto di allegato) inviate…

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