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FI e l’ombra dei Graviano sul primo “club” in Sicilia

PROMEMORIA SULLE STRAGI. Le bombe del 1993

il Fatto Quotidiano - 11 ottobre 2019 - di Marco Lillo

Quando il 27 gennaio 1994 i carabinieri arrestano i fratelli Filippo e Giuseppe Graviano, a Milano, viene sequestrato un telefonino Microtacs Motorola alla futura moglie di Filippo.   Il super-consulente Gioacchino Genchi scopre che in un anno “stranamente” ha effettuato solo 6 chiamate e ne ha ricevute 7.   Per Genchi “è verosimile che sia stato utilizzato per la ricezione di telefonate da utenze installate in sede fissa (private e pubbliche, cabine ecc..) per le quali in Italia non è prevista la registrazione del traffico”.   I Graviano sfruttavano il…

”Dell’Utri telefonava ai mafiosi”. Genchi accusa: le prove nei tabulati

Il consulente informatico: così ho ricostruito i contatti tra Cosa nostra e Forza Italia

Repubblica - 17 dicembre 2009 - di Alessandra Ziniti

PALERMO - Che il principe Domenico Napoleone Orsini, uno degli artefici delle Leghe del Sud, "agganciato" dai mafiosi di Leoluca Bagarella, avesse telefonato prima ad Arcore a Silvio Berlusconi e poi a Dell'Utri un pomeriggio di febbraio del '94 per chiedere posti in lista per i suoi amici siciliani nel nascente movimento di Forza Italia, è circostanza che aveva già riferito al processo Dell'Utri dove i pm lo avevano chiamato a deporre. Ma adesso Gioacchino Genchi, il consulente informatico di diverse procure indagato per gli accertamenti da lui condotti nell'ambito…

Dell’Utri assolto dall’accusa di calunnia

Secondo i pm il senatore di Fi aveva organizzato una "combine" contro i pentiti che lo accusano di collusione mafiosa nel processo in cui è stato condannato per concorso esterno in associazione mafiosa

Comunicato stampa - 9 ottobre 2006 - di Redazione

Assolto "per non avere commesso il fatto". E' la sentenza emessa nei confronti di Marcello Dell'Utri, dai giudici della quinta sezione del tribunale di Palermo. Il senatore di Forza Italia era accusato di accusa di calunnia aggravata. Nei confronti del coimputato Cosimo Cirfeta, morto suicida nei mesi scorsi in carcere, i giudici hanno dichiarato "il non doversi procedere perché il reato è estinto per morte del reo". Il processo riguardava la presunta "combine" che, secondo l'accusa, il parlamentare avrebbe messo in atto con la complicità dei pentiti, Giuseppe Chiofalo e…

Difese Dell’Utri, muore in carcere

Denunciò, ma fu smentito, i pentiti che accusavano il senatore - Milano, Cosimo Cirfeta era sotto processo a Palermo per calunnia insieme al politico di Fi. Ha inalato gas, aperta inchiesta

Repubblica - 20 marzo 2006 - di Salvo Palazzolo - Ferruccio Sansa

MILANO - Cosimo Cirfeta porterà con sé nella tomba molti segreti: la Sacra Corona Unita, la Mafia e la verità su Marcello Dell'Utri. La polizia penitenziaria di Busto Arsizio (Varese) lo ha trovato morto sabato nella sua cella, nel braccio per i pentiti: Cirfeta era disteso in terra, accanto a lui la bomboletta di gas della cucina. Gli agenti non hanno molti dubbi: «I detenuti si drogano così, sniffano il gas». La procura, però, ha aperto subito un'inchiesta. Anche perché la morte di Cirfeta è comunque un giallo. Proprio sabato,…

DELL’UTRI: PM CHIEDONO A GIUDICI UTILIZZO TABULATI TELEFONICI

Ansa - 9 luglio 2005 - di Lirio Abbate

PALERMO - La procura ha chiesto ai giudici della quinta sezione del tribunale, davanti ai quali si svolge il processo al senatore Marcello Dell'Utri (Fi), accusato di avere organizzato una combine con alcuni pentiti per screditare i collaboratori che lo accusavano di collusioni con la mafia, di annullare una precedente ordinanza in cui non ammettevano i tabulati telefonici che facevano riferimento al parlamentare e la deposizione del consulente Gioacchino Genchi. Il pm Antonio Ingroia ha formulato la richiesta sulla base di un nuovo orientamento della Consulta, la quale ha sostenuto…

Dell’Utri, i pm depositano nuovi verbali. La difesa: è ora che si vada al verdetto

La Procura: sono documenti che abbiamo ricevuto da poco, pure noi rinunciammo a sentire testi

Giornale di Sicilia - 20 gennaio 2004 - di Riccardo Arena

PALERMO. Marcello Dell’Utri avrebbe garantito a esponenti di Cosa Nostra il proprio impegno per far modificare le regole sulla «convergenza del molteplice », sulle dichiarazioni dei «pentiti» che si confermano a vicenda e che diventano una prova. Il verbale del collaboratore di giustizia Giusto Di Natale è datato 21 luglio 1999, ma solo ieri è stato depositato dalla Procura nel processo contro il senatore ed eurodeputato di Forza Italia. Immediata la polemica, con reciproci scambi di accuse tra i difensori e i pubblici ministeri: oggetto del contendere, non tanto se…

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