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STUPEFACENTI: SEI ARRESTI A MESSINA PER SPACCIO COCAINA

Ansa - 19 luglio 2000 - di Redazione

MESSINA - I presunti componenti di una organizzazione che spacciava cocaina a Messina sono stati arrestati questa mattina dai carabinieri. Sono sette i provvedimenti emessi dal gip su richiesta dei sostituti Vito Di Giorgio e Salvatore Laganà. In carcere sono finite tre donne, le sorelle Bruna e Santina Aspri, di 43 e 45 anni e Maria Rosaria Presti, di 44. Ed ancora il dentista Salvatore Severo, di 42 anni, Letterio Gentiluomo, di 44 e Carmelo Princiotta, di 40, di Messina. Uno solo è sfuggito all'arresto ed è ricercato dai militari.…

Le linee bollenti di Siino tra mafia, affari e corse

Nuova inchiesta sul traffico telefonico delle 16 utenze del "ministro dei lavori pubblici" di Cosa nostra

Repubblica - 21 aprile 2000 - di Salvo Palazzolo

Il nuovo ciclone giudiziario viaggia lungo i cavi telefonici e le antenne dei cellulari. La Procura di Palermo ha deciso di giocare una carta che ritiene decisiva per molti processi su mafia, politica e appalti: il mega rapporto sui tabulati delle telefonate fatte da Angelo Siino, il ministro dei lavori pubblici di Cosa nostra, fra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta. Ben 67.116 conversazioni che sono destinate a mettere molti in imbarazzo, altri sotto accusa. Erano sedici i telefoni che Angelo Siino utilizzava per gli affari…

Mazzata alla mafia di San Lorenzo. Due ergastoli e altre sei condanne

Giornale di Sicilia - 22 marzo 2000 - di Riccardo Arena

Dopo l'annullamento da parte del Tribunale del Riesame di Palermo dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di diversi indagati (fra i quali il giovane boss Lo Piccolo Sandro, da allora latitante), il Pubblico Ministero della Procura Distrettuale Antimafia di Palermo ha conferito al dr. Gioacchino Genchi un articolato incarico di consulenza volto all'elaborazione ed all'analisi dei dati di traffico telefonici ed alla ricostruzione dei rapporti fra gli indagati, con particolare riguardo alle dinamiche dei frangenti omicidiari oggetto delle imputazioni. Dopo il deposito della relazione, nel corso di diverse…

VETRATA CROLLA IN AULA PALAZZO GIUSTIZIA, TESTIMONE ILLESO

Ansa - 17 febbraio 2000 - di Redazione

CALTANISSETTA - Una lastra di vetro è crollata questa mattina da una finestra di un'aula del tribunale di Caltanissetta ed ha sfiorato un teste che stava deponendo. La prontezza di riflessi ha messo in salvo il vice questore di polizia Gioacchino Genchi, consulente della procura di Palermo, che con un balzo è riuscito a mettersi al riparo. Le schegge hanno raggiunto i giudici del tribunale, ma non ci sono stati feriti. Genchi stava deponendo nel processo a due tecnici della Telecom accusati di falsa testimonianza nell'ambito dell'inchiesta sulla strage di…

Rete di pirati informatici al servizio di Cosa nostra

Un perito ha svelato trattative e contatti con i boss. Il gruppo aveva contatti in Europa, il software veniva dall'Inghilterra. Chiesto il giudizio per 31 imputati - Una schiera di tecnici pronti a fornire cellulari clonati e consulenze

Repubblica - 19 gennaio 2000 - di Salvo Palazzolo

Tutto quello che non hanno saputo dire i pentiti sui retroscena ancora oscuri della strage di Capaci, lo svelano i cellulari utilizzati dai boss durante quei giorni del maggio ’92: Cosa nostra si rivolse ad una stranissima agenzia del crimine elettronico che assicurò comunicazioni «sicure» attraverso telefonini clonati. La procura di Palermo ha adesso completato le indagini su questo gruppo formato da una trentina di persone e ha scoperto che dei suoi servizi non beneficiavano soltanto i boss: nei primi anni Novanta i segni dei cellulari clonati che portano un’inconfondibile…

Rete di pirati informatici al servizio di Cosa nostra

Un perito ha svelato trattative e contatti con i boss. Il gruppo aveva contatti in Europa il software veniva dall’Inghilterra. Chiesto il giudizio per 31 imputati

Repubblica - Palermo - 19 gennaio 2000 - di Salvo Palazzolo

Tutto quello che non hanno saputo dire i pentiti sui retroscena ancora oscuri della strage di Capaci, lo svelano i cellulari utilizzati dai boss durante quei giorni del maggio ’92: Cosa nostra si rivolse ad una stranissima agenzia del crimine elettronico che assicurò comunicazioni «sicure» attraverso telefonini clonati. La procura di Palermo ha adesso completato le indagini su questo gruppo formato da una trentina di persone e ha scoperto che dei suoi servizi non beneficiavano soltanto i boss: nei primi anni Novanta i segni dei cellulari clonati che portano un’inconfondibile…

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