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Tangenti all’Anas di Catania. Scarcerato l’imprenditore Iacuzzo

Il gip ha accolto la richiesta della difesa

Live Sicilia - 20 dicembre 2019 - di Redazione

CATANIA - Ritorna a piede libero l’imprenditore Pietro Matteo Iacuzzo, che era stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta sulle tangenti degli appalti pubblici dell’Anas di Catania. Il gip Anna Maria Cristaldi ha accolto la richiesta degli avvocati Gioacchino Genchi e Francesco Caratozzolo, tenuto conto che “sono venute meno le esigenze cautelari poste a fondamento della misura”. Iacuzzo, infatti, aveva preferito rinunciare alla richiesta di riesame nell’intento di chiarire la sua posizione, chiedendo di essere sottoposto a un interrogatorio, in cui non aveva esitato a rispondere a tutte le domande postegli dai pubblici ministeri…

Egregio Pittelli, per causa sua ho pagato un prezzo altissimo. Ora confessi le sue complicità con uomini dello Stato

il Fatto Quotidiano - 20 dicembre 2019 - di Gioacchino Genchi

Egregio Senatore Pittelli,   da quando per la prima volta nel 2007 incrociai il Suo nome nelle carte processuali delle indagini della Procura di Catanzaro, non ho mai avuto modo di rivolgermi direttamente a Lei, nemmeno nel corso delle udienze dei processi che insieme abbiamo condiviso, anche di recente, come difensori di diversi imputati.   A distanza di oltre 12 anni da quando iniziai ad indagare su di Lei, questa notte è stata la Sua prima notte trascorsa in un carcere dello Stato, al quale io ho giurato fedeltà nel lontano 1986, allorquando da…

‘Ndrangheta, maxi-operazione con 330 arresti. Anche l’ex senatore di Fi Pittelli, l’indagato principale dell’inchiesta “Poseidone”

Castelbuono.org - 19 dicembre 2019 - di Redazione

Trecentotrenta arresti, altre 4 misure cautelari, le cosche di ‘ndrangheta del Vibonese smantellate insieme alle loro articolazioni nel mondo imprenditoriale e politico, a iniziare da quel Giancarlo Pittelli, ex senatore di Forza Italia e passato nel 2017 a Fratelli d’Italia, ritenuto la ‘cerniera’ verso i mondi con cui la famiglia Mancuso, mentre “assoggettava e opprimeva” il territorio, voleva fare affari. Estesi, estesissimi, come dimostra la vastità dell’inchiesta condotta dalla procura di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri che ha messo insieme un puzzle con 416 indagati e persone fermate in 11…

Sciacca: “Nessun mobbing alle insegnanti”, preside assolta in Appello

ilSicilia.it - 19 dicembre 2019 - di Redazione

Depositate ieri le motivazioni della sentenza di assoluzione della preside Evelina Maffey di Sciacca (AG), accusata di presunti maltrattamenti nei confronti di tre insegnanti e due assistenti amministrativi.   Si ribalta, così, la sentenza di condanna di primo grado emessa dal Tribunale di Sciacca nel dicembre del 2017, che l’aveva condannata a 1 anno e 4 mesi di reclusione e al risarcimento dei danni alle parti civili.   I fatti risalgono al 2012. “La vicenda in esame – si legge nelle motivazioni del processo d’appello – non ha in alcun modo assunto quella portata che era stata rappresentata più in generale da…

Depistaggio via d’Amelio, dalla borsa di Borsellino alla collaborazione di Scarantino

Le deposizioni dei magistrati Cardella e Giordano

Antimafia Duemila - 1 dicembre 2019 - di Aaron Pettinari

Sei ore e cinquantatré minuti. Tanto è durata l'udienza di venerdì a Caltanissetta, nel processo contro i tre poliziotti Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, accusati di calunnia aggravata dall'aver favorito Cosa nostra, che ha visto le deposizioni dei magistrati Fausto Cardella e Francesco Paolo Giordano, che furono investiti nelle indagini sulle stragi del 1992. Entrambi erano già stati ascoltati su queste vicende nel processo Borsellino quater e sostanzialmente hanno ribadito quanto già avevano riferito al tempo ma, grazie alle domande dei pm Gabriele Paci e Stefano Luciani, delle parti civili e delle difese, è anche stato possibile approfondire…

E storia di un articolo pubblicato

Mafie.blogautore.repubblica.it - 14 novembre 2019 - di Attilio Bolzoni

Non da ultimo, si può serenamente affermare come il MONTANTE di certo avesse un diretto interesse ad acquisire notizie di natura riservata nei confronti del giornalista Attilio BOLZONI, per ragioni che pare ultroneo stare qui a rammentare. Ciò che pare davvero lapalissiano affermare può, in ogni caso, dirsi concretamente confermato da una congerie di elementi acquisiti al procedimento, in primis, ancora una volta, quelli ricavabili dalla documentazione rinvenuta nella stanza “segreta” dell'abitazione di contrada Altarello di Serradifalco, ove, tra le altre cose, veniva recuperato un raccoglitore di colore celeste con…

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