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Falcone-Borsellino, la scatola nera delle stragi è in un hangar della polizia

Il Sole 24 Ore - 19 luglio 2019 - di Nino Amadore

C'è una “scatola nera” delle stragi di Capaci e di Via D’Amelio che finora non è stata analizzata compiutamente e che potrebbe dare un contributo importante per comprendere che cosa è accaduto in quei 57 giorni che separano la strage in cui morì Giovanni Falcone il 23 maggio da quella in cui invece venne fatto saltare in aria Paolo Borsellino il 19 luglio. Quella scatola nera è il “master delle intercettazioni e tutti gli atti del gruppo investigativo Falcone e Borsellino” a quel tempo guidato dal capo della Mobile di Palermo…

Mafia: l’agente Giuseppe De Michele a giudizio per calunnia nei confronti di Gioacchino Genchi

Ansa - 3 marzo 2016 - di Redazione

PALERMO – Il poliziotto Giuseppe De Michele in servizio alla Questura di Palermo è stato rinviato a giudizio con l’accusa di avere calunniato il vice questore Gioacchino Genchi. Di Michele aveva accusato il funzionario, noto per essere stato il consulente telefonico di varie Procure, di averlo minacciato per cambiare una propria relazione sulla strage di Capaci nella quale morirono, il 23 maggio 1992, il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli uomini della scorta. De Michele aveva riferito, con una relazione consegnata il 26 maggio 1992, di avere…

Mafia, Genchi: “Violato pc di Falcone al ministero”

AGI - 3 ottobre 2013 - di Redazione

“All’indomani dell’omicidio Lima, Falcone rivolgendosi a Pietro Giammanco, all’epoca procuratore capo di Palermo, gli disse: ‘e adesso i tuoi amici che dicono di questo omicidio? Amici nel senso di amici politici'”. Lo ha detto l’avvocato ed ex vice questore aggiunto, Gioacchino Genchi, deponendo al processo ‘Borsellino quater’ nell’aula bunker del carcere di Caltanissetta. “Partecipai – ha detto Genchi – in prefettura alla riunione del comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, in quanto con i miei tecnici mi occupavo delle registrazioni”. Genchi venne anche coinvolto, dall’allora capo della procura di…

Intervista esclusiva per Notte Criminale: Gioacchino Genchi, uomo di Stato (II ed ultima parte)

Notte Criminale - 16 aprile 2011 - di Fabrizio Colarieti

In via D’Amelio, in quell’inferno, vide movimenti strani o persone sospette? Mi riferisco alla vicenda dell’agenda “rossa”, scomparsa nel nulla e mai più ritrovata, su cui Borsellino annotava tutto.   Borsellino annotava tutto quello che stava facendo, stava sentendo Gaspare Mutolo che ha parlato di Contrada, che ha parlato di Signorino. Contrada è stato condannato, Signorino dopo che l’abbiamo interrogato a Caltanissetta si è suicidato. Questo già la dice lunga. Io sono arrivato quando già l’agenda rossa era già scomparsa, è stata repertata una borsa dove c’era l’agenda, che era…

Intervista esclusiva per Notte Criminale: Gioacchino Genchi, uomo di Stato (I parte)

Notte Criminale - 15 aprile 2011 - di Fabrizio Colarieti

Parla Gioacchino Genchi il superconsulente delle procure "l'uomo dei telefoni" destituito dalla Polizia Di Stato lo scorso febbraio per le sue dichiarazioni lesive nei confronti del premier Silvio Berlusconi. Genchi che ha lavorato fianco a fianco con Falcone e Borsellino è stato assolto lo scorso 12 Aprile, a 'Notte Criminale' rilascia delle dichiarazioni del tutto ESCLUSIVE. Sotto il video dell'intervista, segue il testo integrale.   https://www.youtube.com/watch?v=t4WTtgggv1U   Dottor Genchi, cominciamo dalla fine. Il 15 febbraio scorso è stato destituito dalla Polizia dopo aver indossato quella divisa per 26 anni. Una…

L’uomo che parlava ai computer

Undici anni fà veniva ucciso Luciano Petrini, l'informatico che aveva condotto perizie sul pc di Falcone. Un omicidio ancora irrisolto - Stranezze, coincidenze, ma per gli inquirenti la soluzione è la più facile: un nuovo caso Pasolini - Dopo aver testimoniato in processi eccellenti, fu trovato in una pozza di sangue

Left Avvenimenti - 20 luglio 2007 - di Fabrizio Colarieti

Quando le umane debolezze diventano un alibi per non indagare a fondo, accade che un caso rimanga irrisolto. Diventa un mistero. Uno dei tanti gialli che ci hanno appassionato e indignato per un periodo che, poi, abbiamo messo da parte. Questa è la storia di un uomo “perbene”, di uno stimato tecnico informatico di 37 anni trovato il 9 maggio 1996 nella sua casa-ufficio con il cranio fracassato dai colpi di un portasciugamani in ferro. È la storia di un delitto irrisolto. Siamo a Roma, al quarto piano del civico…

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