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I due magistrati indagati tra politica e pentiti

Via D'Amelio: Anna Palma e Carmelo Petralia coinvolti nell'inchiesta sul depistaggio di Scarantino

il Fatto Quotidiano - 13 giugno 2019 - di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza

Uno ha costruito la sua carriera nei ruoli dell’accusa, l’altra è stata per oltre dieci anni fuori ruolo, impegnata nello staff dell’ex presidente del Senato Renato Schifani e poi nelle stanze di Via Arenula, come vicecapo Dipartimento per gli affari di Giustizia. Carmelo Petralia e Anna Palma, indagati dalla Procura di Messina per il depistaggio di via D'Amelio, sono i primi magistrati chiamati a rispondere della colossale mistificazione costruita a tavolino sulle parole del pentito farlocco, Vincenzo Scarantino.   Top secret il contenuto dell'accusa di calunnia aggravata ipotizzata nei loro…

Intervista esclusiva per Notte Criminale: Gioacchino Genchi, uomo di Stato (I parte)

Notte Criminale - 15 aprile 2011 - di Fabrizio Colarieti

Parla Gioacchino Genchi il superconsulente delle procure "l'uomo dei telefoni" destituito dalla Polizia Di Stato lo scorso febbraio per le sue dichiarazioni lesive nei confronti del premier Silvio Berlusconi. Genchi che ha lavorato fianco a fianco con Falcone e Borsellino è stato assolto lo scorso 12 Aprile, a 'Notte Criminale' rilascia delle dichiarazioni del tutto ESCLUSIVE. Sotto il video dell'intervista, segue il testo integrale.   https://www.youtube.com/watch?v=t4WTtgggv1U   Dottor Genchi, cominciamo dalla fine. Il 15 febbraio scorso è stato destituito dalla Polizia dopo aver indossato quella divisa per 26 anni. Una…

«La mia sfida col computer alla mafia e al terrorismo»

Superesperto delle intercettazioni, Gioacchino Genchi studia i segreti delle più intricate indagini

Il Messaggero - 14 dicembre 2005 - di Massimo Martinelli

PALERMO - La sua battaglia la combatte con una risata. Irriverente e provocatoria. Registrata sulla segreteria telefonica alla fine di una frase in siciliano stretto, da caricatura mafiosa. Perché Gioacchino Genchi, superesperto informatico della procure di mezza Italia, l'ha capito da un pezzo che Cosa Nostra è meglio combatterla così. Almeno da quando scoprì che dietro le stragi di Capaci e di via D'Amelio c'erano tracce che portavano lontano, fuori dalla Sicilia, vicinissimo ai poteri forti del Paese, forse non solo del nostro. E oggi dice: «Dopo vent'anni ho capito…

PRONTO MADDALENA? NO, RISPONDE TOTO’!

I magistrati sospettano che Cuffaro usasse la carta Sim di una donna mai esistita per comunicare con malavitosi, carabinieri corrotti e servizi segreti

News - 7 dicembre 2005 - di Edoardo Montolli

«Procuratore, il mio cellulare ce l’ha tutto il mondo, è nei miei biglietti da visita…». Quel giorno, ad ascoltare il governatore della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro c’era mezza procura di Palermo. Quattro pm più il procuratore generale Piero Grasso. Gli chiedevano come mai lo avesse cercato al telefono il maresciallo del Ros Giorgio Riolo, accusato di aver rivelato la presenza di cimici nella casa del boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro, uomo di fiducia di Bernardo Provenzano. «Non ho mai cambiato telefonino», rispondeva Cuffaro, «e ho chiuso il cellulare quando ho…

Cuffaro: pronto al passo indietro

«Se mi condannano in primo grado lascio la carica» - Il governatore siciliano dopo il gelo di Berlusconi: «Troppi veleni su di me, per la Regione si voti e si decida dopo»

Corriere della Sera - 27 novembre 2005 - di Felice Cavallaro

PALERMO - Il gelo di Berlusconi sulla eventuale ricandidatura di Totò Cuffaro a governatore della Sicilia ha un effetto immediato. Pur prendendosela con «i giornali che deformano la realtà» e assicurando che il Cavaliere lo vorrebbe su quella poltrona ancora a lungo, il presidente sotto processo per favoreggiamento a Cosa Nostra rinuncia alla battaglia per anticipare le regionali, le rinvia alla loro scadenza naturale, a dopo le politiche. E intanto decide di candidarsi alla Camera. Anche se questa deviazione verso Montecitorio forse lo allontanerà definitivamente dal vertice della Regione. Passo…

Cellulari, spioni e schede fasulle: la grande rete di Totò Cuffaro

Donne inesistenti e pentiti sulle utenze del governatore - Oltre un milione e mezzo di tracce nell’inchiesta siciliana raccontano la vita segreta del presidente - Le ricostruzioni del consulente della Procura nel processo alle talpe - Un vortice di numeri telefonici: su uno, 54 chiamate dagli uffici regionali del Sisde

Repubblica - 24 novembre 2005 - di Attilio Bolzoni

PALERMO — Per più di un anno Maddalena Carollo, nata il 24 giugno del 1951 a Villabate in provincia di Palermo, ha parlato con mafiosi e spioni, assessori che prendevano ordini dalla «famiglia» di Brancaccio e marescialli infedeli che prendevano soldi. Quando qualcuno ha tentato di capire chi fosse mai questa signora così addentro a quelle cose di Palermo, ha scoperto che per l’anagrafe italiana Maddalena non era mai esistita. Falsa era la data di nascita e falso pure il codice fiscale esibito per attivare una carta sim. Quella scheda…

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